FILATELIA E NUMISMATICA

Il dipartimento di Filatelia, con una media di lotti venduti superiore al 90% e una rivalutazione sui prezzi base di oltre il 200%, ha raggiunto in breve tempo traguardi memorabili collocandosi nel panorama nazionale tra i leader del settore.

Il fascino della storia e il valore economico che da sempre caratterizzano francobolli, buste e lettere hanno reso la Filatelia una delle forme di collezionismo più diffuse al mondo.

Straordinarie le aggiudicazioni dei cosmogrammi: € 35.000 per uno dei 25 esemplari del “Personal Preference Kit” dell’Astronauta Charles M.Durke e € 22.000 per uno dei 214 trasportati nello spazio dagli Astronauti della missione Apollo 11.

Volano alto anche i Ballons Montés, fra i quali spicca “Délivrance” “Formule lettre” battuto a € 28.000.

La storia postale italiana è protagonista con le collezioni degli “Antichi Stati Italiani, Regno d’Italia 1850/1864” (€ 27.000) ed “Italia, Colonie, Occupazioni 1862/1963” (€ 17.000).

Tra gli esemplari di forte richiamo internazionale un foglietto della Repubblica Popolare cinese “Stage art of Mei Lang-Fang”, un “Penny black” del 1840, la splendida busta “Valentina” da Pavia per Trieste e la cartolina con la convocazione per il viaggio inaugurale del Titanic.

Altro classico del collezionismo da scrittoio è la Numismatica. Grande l'interesse registrato nelle ultime vendite per monete risalenti al Regno d’Italia, in particolare, due esemplari in oro di Vittorio Emanuele III aggiudicati rispettivamente a € 17.500 e € 7.000.

“Nel 2016, un cosmogramma della missione Apollo 16 è stato venduto dalla Casa d’aste Il Ponte per 43.750 euro [...] ricorda il capo dipartimento di Filatelia Alberto Coda Canati. «L’interesse era alto sia perché si trattava dell’ultima missione spaziale autorizzata al trasporto postale sia per l’esiguo numero di esemplari predisposti. Uno dei 241 cosmogrammi della missione Apollo 11, firmato Buzz Aldrin, è stato invece venduto a 27.500 euro».” 

Capital | settembre 2020


“Di fatto le due gemme filateliche di quello che fu lo Stato Pontificio non sono neppure dei veri e propri francobolli, ma studi o progetti per nuove emissioni che per varie ragioni non riuscirono ad approdare agli sportelli della posta. Il caso più clamoroso è rappresentato dal 20 bai, giallo di nome e di fatto. [...] Dalla quale proviene l’esemplare che, nell’incanto del 7 luglio, la casa d’aste milanese Il Ponte (http://www.ponteonline.come), propone a 50 mila-70mila euro.”

L’Economia del Corriere della Sera | giugno 2020

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