Arti Decorative del '900 e Design

Via Pontaccio, 12 Milano

Asta : 19, 20 giugno

Esposizione: 15,16,17 giugno (ore 10/13-14.30/18.30)

Le anticipazioni della prossima asta primaverile del dipartimento di Arti Decorative del '900 e Design (19 giugno) e Modernariato (20 giugno) delineano un catalogo che, come da tradizione, si caratterizza per la presenza di autori storici noti e apprezzati dal mercato, ai quali vengono affiancati arredi e opere inedite, documentate sulla base di provenienze, fonti archivistiche e bibliografiche.

Una ampia raccolta di vetri muranesi comprenderà alcuni capolavori e pezzi inediti. Spicca su tutti, per preziosità e rarità, il celeberrimo Connubio in ferro e vetro realizzato dal maestro veneziano del ferro Umberto Bellotto, eseguito dalla Vetreria Artistica Barovier ed esposto alla I Biennale di Arti Decorative di Monza del 1923. Un eccezionale vaso bulbiforme di Carlo Scarpa realizzato durante la direzione artistica della vetreria MVM Cappellin con decori a palmette in foglia d'argento applicate su materia vitrea blu. Alcuni rari vetri della serie Corrosi e Pulegosi, due vasi Alba e Laguna di Tomaso Buzzi, e due grandi vasi a murrine della vetreria F.lli Toso e Artisti Barovier , completano la sezione.

Si segnala, inoltre, un gruppo di vetrate artistiche realizzate su cartoni dagli artisti Ezio Giovannozzi, Tomaso Buzzi, Salvatore Saponaro, Libero Andreotti, tre delle quali furono eseguite da Pietro Chiesa a Milano, delle quali si segnala Le Nuvole facente parte di un grande pannello esposto alla Biennale di Venezia del 1926 e alla Biennale di Monza del 1927.

In catalogo anche una selezione di fantasiosi arredi degli anni '20 di Piero Portaluppi che, allora direttore artistico della Società Ceramica Italiana di Laveno, realizzò architetture e arredi sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Il gusto barocchetto si unisce alla sensibilità ironica dell’architetto, precorrendo alcuni stilemi del déco internazionale. Tra gli altri: Melchiorre Bega con gli arredi disegnati per la villa di un'importante famiglia della borghesia lombarda; Mario Sironi con uno stipo bar in legno dipinto (pezzo unico accompagnato da autentica di Agnoldomenico Pica); Gio Ponti con arredi, oggetti e disegni di provenienza privata, tracciata e verificata.

Dalla residenza di Guido Donegani a Moltrasio, dove l’industriale, presidente della Montecatini e direttore della Banca Commerciale Italiana, ospitò lo statista inglese Winston Churchill, provengono alcuni preziosi arredi commissionati tra il 1926 e il 1931 e attribuiti all’atelier di Jacques- Émile Ruhlmann.

Di Ico Parisi saranno proposte due sedute modello “839” prodotte da Cassina a partire dal 1955 e di Ignazio Gardella due celebri poltrone “Digamma” complete di poggiapiedi, prodotte da Gavina a partire dal 1957.

Di Max Ingrand saranno proposti un monumentale lampadario “modello 2196” realizzato da Fontana Arte, costituito da due dischi accoppiati in vetro corroso e valve in cristallo curvo molato grigio e uno “modello 2338” a gocce, entrambi provenienti da un appartamento milanese progettato dagli architetti Adriano Colombo, Pietro Galli e Vittorio Tavecchia e pubblicato sulla “Rivista dell’arredamento” del giugno 1966. Dalla stessa dimora anche una scrivania con due cassettiere di Franco Albini, sedie di Ico Parisi, lampade di Stilnovo e Fontana Arte.

Si segnalano, infine, un’inedita maquette del progetto di Aldo Rossi per il Centro Congressi del Comune di Milano del 1991, e una collezione di oggetti e arredi déco provenienti da due diversi appartamenti italiani.

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